Cap III – Disposizioni per il sostegno delle startup innovative

Art. 6.
(Identificazione delle startup innovative
e degli abilitatori startup operanti in Italia).


1. Si considerano startup innovative, non in via esclusiva, le imprese, residenti o soggette a tassazione in Italia, che hanno beneficiato di investimenti, premi, borse o altre forme di supporto operativo alla loro attività di avvio ed espansione, erogati da abilitatori startup o che possono comunque dimostrare l’interesse o la capacità di soddisfare i requisiti atti ad ottenere tali benefìci da parte degli abilitatori startup.
2. All’articolo 2463-bis del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il primo comma è sostituito dal seguente: «La società a responsabilità limitata semplificata può essere costituita con contratto o atto unilaterale purché una o più persone fisiche che non abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione detengano più della metà del capitale sociale»;
b) al terzo comma, dopo le parole: «presso cui queste è iscritta» sono inserite le seguenti: «nonché le modifiche dell’atto costitutivo e gli atti di cessione delle quote e le relative formalità presso il registro delle imprese»;
c) al quarto comma, dopo le parole: «È fatto divieto di cessione delle quote a soci non aventi i requisiti di età di cui al primo comma» sono inserite le seguenti: «qualora questi detengano complessivamente almeno la metà del capitale sociale».
3. Il terzo comma dell’articolo 2463-bis del codice civile si applica anche alle startup innovative costituite in forma di società a responsabilità limitata.
4. I requisiti e le procedure necessarie all’identificazione degli abilitatori sono definiti con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentite le parti interessate, entro il 31 dicembre 2012.

Art. 7.
(Fondo per l’Italia per le startup innovative).


1. Al fine di promuovere il finanziamento di nuove iniziative imprenditoriali con elevato contenuto di innovazione, è istituito presso lo stato di previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri il Fondo per l’Italia, destinato all’assunzione di quote di fondi di investimento mobiliare di tipo chiuso e investiment company, di seguito denominati «soggetti beneficiari», operanti nelle fasi di venture capital, early stage capital e capitale di espansione.
2. Per il primo triennio il Fondo per l’Italia ha una dotazione di 30 milioni di euro per l’anno 2012, di 40 milioni di euro per l’anno 2013 e di 50 milioni di euro per l’anno 2014. La dotazione per i trienni successivi è stabilita dal Piano. Almeno il 10 per cento della dotazione annuale è riservato per investimenti da parte di fondi di micro-seed autonomi o gestito da incubatori privati. La partecipazione al Fondo per l’Italia è aperta a soggetti privati o pubblici che intendono investire secondo le modalità stabilite dal regolamento del medesimo Fondo.
3. Il capitale pubblico erogato ai soggetti beneficiari, mediante il Fondo per l’Italia di cui al comma 1, non deve essere superiore al 50 per cento del totale del patrimonio dei soggetti beneficiari nel caso di fondi che operano prevalentemente nel venture capital, early stage capital e capitale di espansione, e al 75 per cento nel caso di fondi per incubatori privati o fondi di micro-seed.
4. Il capitale pubblico erogato beneficia di una quota della remunerazione prodotta dai soggetti beneficiari secondo i criteri stabiliti nel regolamento del Fondo per l’Italia.
5. In caso di andamento finanziario positivo di uno dei fondi del Fondo per l’Italia la distribuzione dei profitti è asimmetrica. La remunerazione delle risorse pubbliche è sospesa oltre una soglia massima di redditività. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze, è stabilita tale soglia massima di redditività.
6. In caso di andamento finanziario negativo dei fondi del Fondo per l’Italia le eventuali perdite sono ripartite in proporzioni eguali tra il capitale pubblico e i sottoscrittori privati.
7. La durata dei fondi del Fondo per l’Italia è di dieci anni, estendibile per un massimo di tre anni, con un periodo di investimento di cinque anni.
8. L’attività del Fondo per l’Italia è pubblicata nel sito internet della Presidenza del Consiglio dei ministri.

 

Art. 8.
(Criteri per la selezione del soggetto gestore del Fondo per l’Italia).


1. La Presidenza del Consiglio dei ministri provvede alla pubblicazione del bando di gara mediante il quale è individuato il soggetto incaricato della gestione del Fondo per l’Italia.
2. Il soggetto gestore selezionato attraverso la pubblicazione del bando di cui al comma 1 seleziona e individua i soggetti beneficiari.
3. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati le caratteristiche dei soggetti destinatari del bando di cui al comma 1 nonché i criteri di selezione e di individuazione dei soggetti beneficiari.

 

Art. 9.
(Soggetti beneficiari del Fondo per l’Italia).

1. I soggetti beneficiari del Fondo per l’Italia assumono le decisioni di intervento e disinvestimento in totale autonomia operativa e decisionale, fatti salvi i vincoli stabiliti dai commi 2 e 3.
2. I soggetti beneficiari investono almeno il 70 per cento dei capitali raccolti in società non quotate nella fase di sperimentazione (micro-seed capital e seed capital, di costituzione o avvio dell’attività, startup capital, di sviluppo del prodotto, capitale di espansione).
3. Le società destinatarie devono possedere i seguenti requisiti:

a) avere la propria sede operativa in Italia;
b) le relative quote o azioni devono essere direttamente detenute, in via prevalente, da persone fisiche;
c) essere società esercenti attività di impresa da non più di cinque anni;
d) avere un fatturato, come risultante dall’ultimo bilancio approvato prima dell’investimento del soggetto beneficiario, non superiore a 50 milioni di euro;
e) non essere quotate nel listino ufficiale di una borsa valori o su un mercato non quotato dei titoli di una borsa valori.

 

Art. 10.
(Estensione della deduzione sul reddito da capitale per le startup innovative).


1. Ai fini della determinazione del reddito complessivo netto dichiarato dalle startup innovative, la deduzione prevista dall’articolo 1 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, si applica anche alle startup innovative in contabilità semplificata o costituite in forma di società a responsabilità limitata semplificata ai sensi dell’articolo 2463-bis del codice civile. L’importo ammesso a deduzione è incrementato di ulteriori 3 punti percentuali a copertura del maggior rischio di capitale sostenuto dagli investitori.

 

Art. 11.
(Supporto al processo di internazionalizzazione delle startup innovative).

 

1. Tra le imprese italiane destinatarie dei servizi messi a disposizione dall’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane di cui articolo 14, comma 20, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, sono incluse anche le startup innovative operanti in Italia. L’Agenzia fornisce ai suddetti soggetti assistenza in materia normativa, societaria, fiscale, immobiliare, contrattualistica e creditizia. L’Agenzia provvede, altresì, a individuare le principali fiere e manifestazioni internazionali dove ospitare gratuitamente le startup innovative, tenendo conto della coerenza delle loro attività con l’oggetto della manifestazione. L’Agenzia inoltre favorisce l’incontro delle startup innovative con investitori potenziali per le fasi di early stage capital e di capitale di espansione.

 

Art. 12.
(Lavoro per quote).

1. Quando una startup innovativa remunera una prestazione d’opera professionale o lavorativa, in tutto o in parte, con quote della società, nelle forme e nei modi previsti dalla legge, le quote trasferite sono esentate da ogni onere fiscale e non concorrono a contribuire al monte dei compensi su cui effettuare calcoli contributivi previdenziali.

 

Art. 13.
(Promozione dei prodotti e dei servizi di startup innovative all’interno della pubblica amministrazione).

1. Nell’ambito della società Concessionaria servizi assicurativi pubblici (CONSIP) Spa è istituita un’apposita direzione, con l’obbiettivo di promuovere l’acquisto di prodotti e di servizi di startup innovative all’interno della pubblica amministrazione tramite l’istituzione di un albo dei fornitori ad esse riservato.
2. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze è adottato il regolamento di organizzazione e di funzionamento della direzione di cui al comma 1.
3. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze è stabilita la disciplina delle facilitazioni per le startup innovative che divengono fornitrici della pubblica amministrazione.

 

Art. 14.
(Aree a condizioni agevolate per startup innovative).

1. Al fine di istituire nel territorio nazionale aree che garantiscono condizioni agevolate per le startup innovative sono selezionati i comuni all’interno dei quali sono applicate alle startup innovative condizioni fiscali e contributive analoghe a quelle previste nelle zone franche urbane di cui all’articolo 1, commi 340, 341 e 342, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni.

2. Il Ministro dello sviluppo economico individua i comuni di cui al comma 1 tra i capoluoghi di provincia:

a) con un ecosistema ad elevato tasso di sviluppo;

b) con adeguate infrastrutture direzionali e residenziali a costi competitivi;

c) con collegamenti terrestri nazionali ad alta velocità;

d) vicini ad aeroporti internazionali;

e) dotati di grandi imprese, di università e di centri di ricerca.

3. I limiti di esenzione fiscale per le startup innovative insediate nelle aree di cui al comma 2 sono fissati annualmente con decreto del Ministro dello sviluppo economico.

4. I limiti di esonero dal versamento dei contributi per le startup innovative insediate nelle aree di cui al comma 2 sono fissati annualmente, per il ciclo temporale successivo alla costituzione o all’insediamento delle startup innovative, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

5. Alla copertura degli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, ove non finanziata dal maggior gettito prodotto dalle imposte indirette, si provvede a carico degli importi derivanti dalla lotta contro l’evasione fiscale.

 

Art. 15.
(Finanziamenti per incubatori e sostegni all’ecosistema delle startup).


1. È istituito, presso il Ministero dello sviluppo economico, un fondo rotativo per il finanziamento dei costi di costituzione e di avviamento di incubatori privati e di soggetti che operino in azioni di comunicazione, promozione e formazione di nuova imprenditorialità.

2. Le voci di spesa, finanziabili a fondo perduto per il 50 per cento e a tasso agevolato per il restante 50 per cento, non includono la dotazione patrimoniale per il finanziamento delle startup incubate.

3. Il massimale di finanziamento è determinato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, scaglionandolo sulla base delle tipologie di startup a cui si rivolgono l’incubatore e gli altri soggetti indicati al comma 1.

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